Detesto questo senso di inquietudine. Ho tre libri sul materasso, mi mordo le mani, tossisco, voglio fumare ma non mi azzardo ad alzarmi. Sfoglio Villon, scorro i suoi versi con incuranza: "Fratelli umani che ancora vivete, non abbiate per noi indurito cuore.." sì, certo, certo. Chiudo il libro, lo poso sulle Operette Morali, mi giro sul fianco e chiudo gli occhi. Mi rigiro. Cristo, ma che diamine ho?
Mi metto seduto. Mi passo una mano tra i capelli. È come se avessi un filo di elettricità che mi percorre le vene. Non riesco a rilassarmi. Va bene, facciamoci questa sigaretta.
Scalcio le coperte, scendo dal letto percorrendo il parquet freddo a piedi nudi. Prendo le sigarette, l'accendino, ed esco sul balcone. L'aria fredda della notte scura mi congela instantaneamente la pelle delle braccia, indurendola come ghiaccio. Mi appoggio all'inferriata e guardo in alto. Le luci dei lampioni e dei palazzi nascondono le stelle, le rendono invisibili e io mi trovo a fissare il nulla. Serro la mascella per il freddo. Ma questo nervosismo non va via, nemmeno il vento riesce a cancellarlo.
Insomma, non so come dirtelo: torna.
Non andar via dai miei pensieri, apri la porta della mia testa e torna. Smettila di far quello che vuoi. Tu e le tue frasuccie inutili. Semplicemente non ti andavo bene più. Semplicemente non bastavo più.
Avrei preferito che l'avessi detto chiaro e tondo che non poteva continuare. Che era una storia destinata a non essere finita; ora non so più che fare. Cosa m'è rimasto? Nulla. Non so fare nient'altro. Eri l'unica cosa che avessi.
Posso cercarti quanto voglio, posso distrarmi quanto posso..
Le mie illusioni sono crollate, insieme a tutti i progetti per il futuro.
... Ma tu apri quella porta, e ritorni.
Torni qui, per farmi sentire bene, per farmi sentire completo, perfetto. Ti abbraccio come la più importante delle amanti, sento il tuo calore cancellare il vuoto di questa notte. Mi abbandoni ogni volta che ti cerco, per tornare quando ho più bisogno. Non mi hai mai lasciato, sei solo uscita per poi tornare, vero?
Non mi arrendo, mi fai sentire bene.
Sei tutto quello che amo, sei tutto quello che adoro, sei tutto quello che mi fa sentire che questa vita è degna di essere vissuta.
Sei il mio sorriso e la mia forza. Sorridi anche tu, e piano conduci la mia mano per comporre nuove parole, nuove storie, nuove idee. La carta si colma dell'inchiostro, le pagine scorrono e l'inquietudine è sparita. Ho dimenticato la rabbia, l'angoscia e lo sconforto. Ti parlo e tu ridi, mentre la penna scivola. Adesso capisci che non posso continuare senza te? Annuisci. In fondo è tutto merito tuo. Insomma, rimetti insieme i miei pezzi costruendo ogni volta qualcosa di nuovo. Qualcosa che valga la pena di essere raccontato.
Chiudo il taccuino e tu mi osservi seduta sul mio letto. Mi avvicino a te e ti bacio le mani quasi con adorazione, la mia dea. Con un gesto del tuo braccio affusolato mi indichi le coperte e il cuscino morbido, dici che devo dormire? Ma domani mattina ci sarai ancora? Non andrai via di nuovo?
Ridi. Per te è tutto divertente, anche una tragedia. È tutto un gioco. Ci sarai ancora? Annuisci. Lo spero.
Mi infilo sotto le coperte, il mio corpo si intorpidisce e ti guardo prima di scivolare nel sonno. Se andrai ancora via, come farò ad andare avanti?
"Tornerò sempre, come ogni volta: torno sempre da chi mi desidera."
Chiudo gli occhi sereno.
Buonanotte, Ispirazione.