Ho bisogno di far festa.
Ho bisogno di un'altra festa.
Ho bisogno dell'ennesima, stupida, rumorosa festa.
Ho bisogno di musica, di balli, di festoni, di chiacchiere, di allegra elettricità che mi corra nelle vene esaltandomi.
Ho bisogno di. Ma di cosa realmente io abbia bisogno per cambiare, davvero non lo so.
Forse mi terrorizza. Mi spaventano i momenti in cui rimango sola, e nel silenzio della mia stanza risuona l'eco dei miei battiti cardiaci e del mio respiro. Gummy mi guarda coi suoi enormi, lucidi occhi viola e mi mordicchia uno zoccolo, un gesto che ho imparato ad interpretare come d'affetto.
Ma mi sento sola.
Sono sola.
Ma come faccio ad esser sola, con tutti gli amici che ho?
Saltello in giro, come sempre. Il mio sorriso è stampato sulle labbra, mi guardo attorno e saluto energicamente i pony che incontro. Passo dal banchetto della frutta e compro un sacchetto di fragole per due monete; dopo torno indietro, verso lo Sugar Cube Corner. Oggi tocca a me preparare i cupcake alla fragola, i miei preferiti, eppure non mi basta per esaltarmi.
Mi serve una festa. Mi serve caos. Mi serve rumore.
Sono arrivata al Corner, saluto i signori Cake mostrando la frutta comprata, e ridendo vado verso la cucina, dove lascio il sacchetto, sul tavolo da lavoro. Tiro giù frusta, formine e ingredienti come burro, zucchero e farina dalla dispensa, mentre canto una canzone.
Mi volto, e vedo che nessuno è in cucina con me, nessuno mi guarda.
Sospiro, e la mia criniera si liscia istantaneamente, cadendo con un fruscìo sulle mie spalle. I miei pensieri corrono impazziti nella mente, e io mi tappo inutilmente le orecchie con gli zoccoli.
Forza, Pinkie, inizia a cucinare, se lavori non penserai.
Nascondo la criniera nel cappello da cuoco, afferro una ciotola e inizio a romperci dentro le uova, mentre il silenzio continua a mangiarmi dentro.
Alla fine l'ho fatta. La festa, intendo. Le mie migliori amiche sono qui, chiacchierano e ballano, bevono punch e mangiano dolci, si divertono.
Alzo lo sguardo e osservo i palloncini galleggianti, i festoni, i glitter e i colori che invadono la stanza, rendendola raggiante.
Ma stavolta, vedo tutto in bianco e nero.
Con un brivido di paura che attraversa la mia spina dorsale mi unisco a Twilight e Fluttershy, ballando con loro, scalciando e dimenandomi come un'ossessa, ridendo stupidamente. Dopo corro da Rarity, che si sta versando il punch, la spavento apparendole alle spalle all'improvviso e lei si versa il succo dolce addosso; scoppio a ridere, seguita da Applejack, ma non sono allegra, per Celestia, non mi viene per niente da ridere ma devo farlo, o lo noteranno. La mia risata è leggermente stonata, ma nessuno ci fa caso.
Menomale.
Il ronzìo nella mia testa mi perseguita, mentre mi allontano saltellando col sorriso sulle labbra. Dove sbaglio? Cosa c'è che non va? Perchè non funziona?
Questi pensieri si accumulano sugli altri, che scorrono impetuosi nella mia testa.
Per quanto ancora riuscirò a far reggere questa farsa?
Scuoto la testa, facendo ondeggiare i miei boccoli rosa. Forza Pinkie! Devo solo riuscire a rendere questa festa più divertente. Se lo faccio, la mia testa si zittirà.
Sì, posso farcela.
Alzo il volume del grammofono e salto sul posto, alzando gli zoccoli in aria.
-Forza pony, divertiamoci sul serio!-
Corro attraverso la stanza e ballo, mi scateno, mentre gli sguardi delle mie amiche si fanno imbarazzati. Qual'è il problema? Ballo male, forse?
Salto sul tavolo e inizio a dimenarmi. Con un calcio purtroppo la ciotola del punch vola via, schizzando di viola il cappello di Applejack e la criniera di Dash, mi giro per vedere cos'ho combinato ma uno zoccolo si impiglia nella tovaglia e la tira, facendomi volare giù dal tavolo con uno strillo, insieme ai piatti dei dolcetti e dei panini.
Per un attimo, nonostante la musica ad alto volume, nella stanza torna il silenzio. C'è silenzio, dannatissimo, stupido silenzio.
I volti delle mie amiche sporgono dal tavolo, e i loro occhi mi osservano preoccupati.
-Cara, ti sei fatta male?- domanda Rarity, sorridendo rassicurante.
-Vuoi una mano a sollevarti, zuccherino?- chiede invece AJ, allungando uno zoccolo arancione verso di me. Dash vola accanto a me, togliendomi la tovaglia di dosso con la bocca.
Come un tuono, i miei maledetti pensieri tornano a disturbare rumorosi il silenzio. Sono caotici, molto più confusi a causa dell'imbarazzo. Non ne posso più. Smettetela, basta!
-Io.. Scusatemi, davvero tanto!-
Scappo via, lasciandomi dietro i cupcakes schiacciati e i panini calpestati, mentre le lacrime iniziano ad oscurare la mia vista, lasciandomi dietro anche le mie migliori amiche, perplesse per l'accaduto.
Sono sdraiata sul letto, e osservo Gummy zampettare avanti e indietro per la mia stanza, spingendo col muso un gomitolo di lana. Sul mio viso le lacrime hanno lasciato una scia pungente e appiccicosa, qualcuna ancora cade dalla punta del mio naso.
Le mie amiche hanno bussato a lungo alla porta della mia camera, chiedendomi di uscire, ma io non ho risposto, e dopo un po' sono andate via.
Mi spiace tantissimo, ma non ce la faccio ad affrontarvi in questo momento.
Ci ho pensato tante volte a come mettere fine a tutto questo. Potrei gettarmi dalla finestra, o impiccarmi al lampadario con il lazo di AJ, o avvelenarmi con una di quelle piante nerastre che crescono nella Everfree Forest. Ma ho paura. Sono codarda, ho paura della morte.
Perciò questo tormento continua: pensieri velocissimi, infiniti, orrendi, che scivolano in continuazione nella mia mente sussurrandomi quanto sarebbe bello morire, quanto tutti vivrebbero meglio senza di me, quanto io sia inutile stupida vuota insensata inetta incapace e immagini orribili di me stessa, ME STESSA, a terra morta, e tutti che festeggiano la mia scomparsa.
Le lacrime scivolano di nuovo dai miei occhi azzurri, mentre mi rannicchio su me stessa. Non ce la faccio più, davvero. Che senso ha continuare così?
Mi alzo e mi siedo sul letto, poggiando la fronte contro il muro, singhiozzando.
-Che senso ha tutto questo?-
Le feste non nasconderanno per sempre il rumore nella mia testa. Oggi ne ho avuta la prova.
-Che senso ha?-
Le lacrime cadono sulle mie cosce unite, scivolando su i miei cutie mark, che risplendono.
-CHE SENSO HA?!-
Tiro indietro la testa e con forza colpisco il muro con la fronte. Un quadro ondeggia e Gummy si gira a fissarmi, lasciando per un attimo quello stupido gomitolo, mentre io ansimo, con le spalle che tremano. Quando ho battuto la fronte sull'intonaco un flash bianco di dolore ha invaso la mia mente, cancellando tutti i miei pensieri; ora un'onda pulsante si propaga dalla mia fronte che ancora mi fa male.
Silenzio. Silenzio, ma per davvero.
Ha.. Funzionato..?
Scendo dal letto e mi guardo nello specchio della toelette, sfiorando sorpresa con uno zoccolo il grosso livido nero che si sta formando proprio sotto il ciuffo riccioluto della mia criniera. Lo tocco, e strizzo gli occhi per l'intensa fitta di dolore che si diffonde da quella macchia scura.
Nella mia testa non c'è più niente. Non c'è più niente per davvero. Sorrido appena, continuando a fissare il livido nello specchio, tenendo sollevato il ciuffo con uno zoccolo. Rido a stento.
-Ce l'ho fatta.. Ho trovato il modo-
Trotto allegra per le strade di Ponyville, fermandomi di tanto in tanto a salutare qualche pony e a fare due chiacchiere. Molti mi chiedono cosa sia quel grosso cerotto quadrato sulla mia fronte.. La scusa ufficiale è che sono caduta dalle scale, manteniamo il segreto.
-Oh cavolo, Pinkie, ma cosa diamine ti sei fatta in faccia?-
Sovrappensiero com'ero, non mi accorgo della voce di Dashie, che, svolazzante davanti a me, fissa a bocca aperta la mia fronte. Rido tranquilla, la mia solita risata.
-Oh, questo?- faccio, toccando il cerotto. -Si intona con la mia pelle, vero?-
-Non dire cretinate, Pinkie! Cosa ti è successo?-
Continua Dash, scendendo a terra con uno scalpitìo dei suoi zoccoli. Allungo il collo e tocco la sua fronte con la mia: il livido manda istantaneamente una scossa di dolore al mio cervello, mentre un brivido (di piacere?) accappona la mia pelle.
-Assolutamente niente, Dashie. Sono caduta giù dalle scale, mentre saltellavo-zompettavo nel corridoio. Ma non fa male, tranquilla, puledrina sciocchina! Ho solo un livido. Vuoi vederlo?-
-No, grazie.- Dash alza un sopracciglio, perplessa, ma poi sorride. -Mi fa piacere vedere che stai meglio. Eri davvero strana alla festa.. Più del solito, intendo.-
-Oh, sto benissimo, tranquilla!- saltello sul posto, ridendo. -È tutto ok. Non mi sentivo granchè bene, ma la caduta deve aver sistemato il mio cervello!-
Faccio una smorfia, tirando fuori la lingua e storcendo gli occhi, roteando uno zoccolo vicino la mia tempia. Io rido, e Dash ride con me, senza sapere quanta verità c'è in quella frase.
Livido sulla fronte. Scusa ufficiale: una caduta dalle scale. Due mesi fa.
Livido su una coscia. Scusa ufficiale: una sedia cadutami addosso. Un mese e tre settimane fa.
Occhio nero. Scusa ufficiale: uno sportello non visto. Un mese e dieci giorni fa.
Zoccolo destro posteriore slogato. Scusa ufficiale: una seconda caduta dalle scale (ho dovuto chiudere gli occhi per farlo, avevo paura). Un mese e cinque giorni fa.
Zoccolo destro anteriore rotto. Scusa ufficiale: un carretto non visto (invece l'avevo visto eccome). Un mese fa.
Naso rotto. Scusa ufficiale: una porta aperta all'improvviso (quella è stato un puro colpo di genio. Avevo sentito i signori Cake arrivare parlando, e mi sono messa davanti alla maniglia.. Mi ha presa in pieno). Una settimana fa.
Zoccolo destro anteriore rotto. Scusa ufficiale: il carretto di AJ mi è crollato addosso per il troppo peso, e l'osso era già debilitato (è stato davvero difficile non farmi beccare). Oggi.
-Tutto ciò è pazzesco. Se non ci fosse il tuo nome stampato qua sopra, direi che è la cartella clinica di Derpy!- esclama Rainbow Dash, riponendo la cartella al suo posto. Sorrido debolmente, e con uno zoccolo mi asciugo il sudore che mi cola lungo il viso. La frattura fa più male di quel che pensavo, i dottori hanno detto che è scomposta. Quando mi hanno mostrato la lastra il mio stomaco ha avuto un piacevole sobbalzo: il carpo si era spaccato in due, il metacarpo in tre piccoli pezzi. Hanno dovuto spostare le ossa manualmente per rimettere insieme quella che, secondo loro, era una delle fratture più gravi che avessero mai visto. Mi veniva da vomitare per il dolore, e l'ho anche fatto, ma la mia mente era così sgombra da estasiarmi. Nessun pensiero, hip hip hurrà!
-Pinkie, cosa ti sta accadendo? Di solito sembri quasi di gomma, invece in due mesi ti sei rotta più ossa di una stuntmare*!-
Esclama Dashie, accostandosi al mio letto d'ospedale. Rido debolmente.
-Sono semplicemente stata sbadata.. È un periodo sfortunato, niente più.
Forse dovrò fare un salto da Zecora, per farmi togliere il malocchio!-
Faccio, e rido. Ma la mia risata scema quando noto che non ride. È seria, maledettamente seria.
-Pinkie, che ti succede? Sono tua amica, puoi parlare con me se c'è qualche problema.-
Mi volto alla mia destra e Dashie, la mia migliore amica Dashie, al mio fianco, mi stringe uno zoccolo tra i suoi. Mi guarda coi suoi occhi rosa e mi sorride.
-Pinkie, permettimi di entrare. Condividi i tuoi pensieri con me. Che stai facendo, Pinkie? Dov'è la tua voglia di vivere, Pinkie?-
Sgrano gli occhi, stringendo il suo zoccolo come se ne andasse della mia vita.
Forse ne va veramente.
-Tu.. Tu avevi capito?-
Dash annuisce.
-Avevo dei dubbi già da un po'. Ma non ne ero sicura.. Scusami, Pinkie, se non ho agito subito. Ma tu.. Sembravi.. Ecco, allegra come sempre. Non sapevo che pensare.-
Mi accarezza la fronte umida.
-Questo però è troppo. Hai rischiato di perdere la gamba, Pinkie. Per favore, confidati con me.
Per favore, prima che sia troppo tardi perchè io possa salvarti.-
Le lacrime scorrono sulle mie guance, mentre una sensazione nuova si spande nel mio petto come acqua calda. Le tue braccia aperte per raccogliermi dalla mia oscurità.
Puoi salvarmi, Dashie?
Puoi davvero far smettere tutto questo?
-Dashie..-
Singhiozzo, e mi asciugo le lacrime con lo zoccolo.
-D'accordo.-
Le racconto tutto. I miei pensieri neri, quella voglia pazzesca di scomparire, i miei tentativi di soffocare tutto con le feste, le menzogne dietro i miei sorrisi. E poi, quella testata contro il muro, quel livido che mi aveva dato un'illusoria sensazione di pace. La mia breve discesa verso l'inferno.
Quando racconto come mi sono procurata ogni ferita, noto che Dash sta piangendo. Rimango pietrificata. Dash mi fissa immobile, ascoltando ogni parola, mentre le lacrime le scivolano lungo le guance senza che lei le fermi.
-Dashie..- la chiamo. Non volevo farti piangere..
-Continua, ti prego- fa lei, in un sussurro strozzato. Caccia via le lacrime con un gesto rapido dei suoi zoccoli. -Non interromperti. Voglio sapere tutto.-
-Dashie..-
Ci risiamo. Di nuovo. Quella sensazione, quell'aria pesante, quell'immagine nella mente. Voglio scomparire. Sta soffrendo per colpa mia.
Se solo scomparissi..
In quel momento, le caldissime, bollenti braccia di Dash avvolgono le mie spalle, stringendomi. Sgrano gli occhi sorpresa, mentre lei mi accarezza i capelli rosa sulla nuca. I suoi ciuffi arcobaleno mi solleticano il viso, e una calda onda si diffonde sulla mia pelle, facendomi sentire così protetta.
-Non ci pensare. Non farti trascinare giù. Aggrappati a me- sussurra al mio orecchio, mentre sento il suo cuore battere tranquillo, vicino al mio.
-Come l'hai capito?- domando io, sorpresa.
-Non lo so.. Ho solo sentito che ti stavi spegnendo di nuovo.- Risponde lei. La stringo forte a me, respirando pesantemente per non piangere di nuovo.
Dashie.. Puoi davvero salvarmi.
-Pinkie!-
Mi affaccio alla finestra, ridendo. Dash fa un volteggio nell'aria, e si avvicina al mio balcone con un battito delle sue ali azzurre.
-Che facciamo oggi? Ti va di fare qualche scherzo? Mi è appena arrivato un nuovo barattolo col serpente a molla!-
Mi allunga un barattolo con l'etichetta "Fruit Candies", lo apro e un serpente di gomma verde salta fuori, cadendo per terra. Scoppio a ridere, mentre Gummy, al mio fianco, ne approfitta per mordicchiare un po' quel giocattolo.
-È super-duper-fantastico! Salta così bene che pare vero! Oh-oh! So con chi possiamo usarlo! Con Cherilee! Lei adooora le caramelle, non resisterà alla tentazione di aprirlo!-
Dash annuisce e sorride, guardandomi con i suoi occhi rosa e avvicinandosi a me.
-È fantastico che tu sia tornata la Pinkie di sempre.-
Ridacchio e faccio per rispondere ma Dash, rapidissima, mi schiocca un bacio sulla guancia che mi lascia di sasso.
-Ti aspetto giù!- Fa, prendendo il suo barattolo e volando via. Io cado seduta per terra, e guardo Gummy, che sbatte le palpebre e sgambetta via. Sorrido.
-Già, ed è grazie a te, Dashie.-
Mi accarezzo la guancia ed entro nella mia camera, guardando il calendario.
Tre mesi fa, ho tirato una testata contro il muro.
Due mesi fa, finivo in ospedale per la quarta volta.
Un mese fa, sono stata ricoverata per una frattura scomposta che mi ha lasciata leggermente zoppa.
Due giorni prima di quel ricovero, avevo segnato una data sul calendario. Avevo pianificato l'evento più importante della mia vita.
Su quel calendario, a tre settimane fa, avevo segnato il giorno in cui sarei volata giù dalla finestra.
Prendo con la bocca una gomma dal cassetto del comodino e cancello quel segno sul calendario, ributtando poi la gomma nel cassetto e trotto verso la porta, lasciandomi il calendario alle spalle.
Tanto, anche se volassi giù dalla finestra ci sarebbe Dashie lì a prendermi, con le sue meravigliose braccia azzurre.
Dashie, il rumore più bello che potesse riempire il mio silenzio.
Fin
*Stuntmare = stuntman.. un gioco di parole migliore proprio non mi è venuto XD
giovedì 12 aprile 2012
mercoledì 11 aprile 2012
The Chronicles of Moon and Stars - Chevanoir's Memories [Chapter One: First Contact]
-Un'unicorno uguale a me..-
Twilight guardò Applejack con una palpebra che le ballava in un tic, mentre le altre si scambiavano sguardi perplessi.
-Ma non.. Non è possibile..-
-Oooh, Twilight, hai appreso l'incantesimo della clonazione?! Perchè non ce l'hai detto?!-
-PERCHÈ NON HO APPRESO NIENTE DEL GENERE, PINKIE!- Esclamò l'unicorno, rivolgendosi subito dopo ad Applejack.
-Applejack, potresti mostrarmi dove hai incontrato quell'unicorno e dove ti hanno colpita?- Chiese Twilight: Applejack annuì, scendendo dal letto e in gruppo uscirono dalla stanza, firmando al banco accettazione e filando via come fulmini, arrivando al mercato in pochi secondi.
-Ecco, l'ho vista davanti a quella bancarella.-
Disse la bionda, indicando un chioschetto che vendeva carote e sedani. Twilight si massaggiò il mento con lo zoccolo, pensierosa.
-Ok, prossima tappa.-
Si incamminarono, e Applejack si stava guardando intorno per riconoscere la strada quando ad un tratto lanciò uno strillo:
-Eccola!-
Indicò alla sua destra e lì, avvolta nel mantello grigio, c'era l'unicorno che somigliava a Twilight. Questa, sentendo l'urlo, si voltò e riconobbe Applejack; presa dal panico, si diede nuovamente alla fuga.
-Fermati!-
Gridò Twilight, mentre tutte e sei si lanciavano all'inseguimento, attraversando nuovamente il mercato; corsero per qualche metro, schivando pony e carretti, tavolini e banchi, finchè Rainbow Dash esclamò
-Ci penso io!-
Schizzando velocissima nell'aria, inseguendo la pony che, in quanto a velocità, non era da meno. Volò a pochi metri d'altezza, scansando le case e i tetti, tenendo gli occhi rosa puntati sull'unicorno; poi si lanciò in picchiata e atterrò davanti a lei, tagliandole la strada. L'unicorno trasalì e si voltò per cambiare direzione, ma alle sue spalle erano già arrivate le altre pony. E così indietreggiò, mentre loro avanzavano; Twilight riuscì appena a dire
-Chi sei? Non vogliamo farti del male.-
Che la pony chiuse gli occhi, concentrando la magia nel suo corno,e con un "pop" sonoro svanì nel nulla.
-Non sono nemmeno riuscita a vederla in faccia!-
Era sera e Twilight Sparkle stava mettendo sottosopra la biblioteca, cercando un libro utile a scoprire l'identità della misteriosa puledra. In realtà non sapeva nemmeno lei cosa cercare, lo faceva più per sfogare la tensione che per utilità vera e propria.
-Non troverò niente qui, a meno che non ci sia un "Manuale sulle Sosia di Twilight Sparkle"..-
-Provo a cercare sotto la lettera M?-
Domandò Spike, indicando la libreria. Twilight roteò gli occhi, avvicinandosi poi alla finestra per osservare il cielo.
-Dovrei avvisare la Principessa? O mi sto solo preoccupando per nulla?-
Sospirò e abbassò lo sguardo; Spike balzò giù dallo sgabello su cui sedeva, indicando una finestra.
-Guarda, Twilight! C'è qualcuno fuori!-
La mora alzò la testa di scatto e guardò fuori, nella direzione indicata da Spike. Era vero: fuori dalla biblioteca c'era la pony incappucciata che avevano inseguito quella mattina, che osservava il piano superiore della casa. Twilight si avvicinò piano alla porta, aprendola e uscendo silenziosamente. Nonostante tutta la prudenza, un rametto secco scricchiolò sotto i suoi zoccoli e la pony incappucciata trasalì, preparandosi a correre.
-Ti prego, non fuggire!-
Esclamò Twilight, tendendo una zampa verso di lei. La sconosciuta unicorno la fissò intimorita.
-Non voglio farti del male. Voglio solo sapere chi sei, e perchè avete picchiato la mia amica Applejack.-
La puledra indietreggiò, quando il suo stomaco brontolò in maniera talmente rumorosa che sembrava non avesse mangiato per mesi.
Twilight sorrise.
-Magari davanti ad un'insalata di margherite?-
Si voltò e si accostò alla porta, invitandola ad entrare: l'unicorno, a testa china, si avvicinò ed entrò nella biblioteca. Con la punta del corno, delicatamente, la sconosciuta spinse la porta alle sue spalle, guardandosi successivamente intorno.
-Io mi chiamo Twilight Sparkle, e tu saresti..-
-Aw, ma tu sei un draghetto? Quanto sei carino! Hai le guancine morbide morbideeee..-
Una vocetta nasale risuonò alla spalle di Twilight: la voce della pony incappucciata. Twilight sorrise e si avvicinò alla pony, che la guardò sorridendo imbarazzata.
-Scusami, è il caso che mi presenti.-
Si abbassò il cappuccio, mostrando finalmente il suo volto, e Twilight trasalì.
-Ma tu.. Tu mi somigli..-
Aveva la pelle rosa, grandi occhi azzurri e una lunghissima criniera nera striata di rosa, con la frangia.
-.. PER NIENTE.-
-Dovrei?- Domandò la pony, guardandola perplessa. Twilight sospirò e scosse la testa.
-No, non preoccuparti. Il mio nome è Twilight Sparkle.- Disse, tendendole lo zoccolo. La sconosciuta sorrise e lo strinse.
-Il mio nome è Pearl Moon.-
-E quindi.. Da dove vieni, Pearl? Oh, posso chiamarti Pearl?-
La mora annuì, mentre Twilight posava una ciotola di insalata di margherite davanti al suo muso. Pearl prese un grosso morso dall'insalata, masticando affamata, e deglutì prima di rispondere.
-Vengo da un posto molto lontano. Ho viaggiato per tutta Equestria, e spero che Ponyville sia la nostra ultima tappa.-
Affondò nuovamente il muso nella ciotola, riempiendo il suo stomaco vuoto velocemente. Twilight le mise davanti una tazza di tè fumante.
-Wow. Con chi hai viaggiato?-
Domandò, curiosa. Pearl smise per un attimo di mangiare, sgranando prima gli occhi e poi ridacchiando nervosamente.
-Con, ehm, mia sorella. È un tipo un po', ehm, irruento.- Chinò il capo. -Mi dispiace tantissimo per il calcio che ha dato alla tua amica..-
Twilight posò uno zoccolo su quello della mora.
-Scuse accettate.- Sorrise, poi posò il mento sugli zoccoli, guardandola interessata. -Ma dimmi, da dove venite precisamente?-
Pearl aprì la bocca per rispondere, ma proprio il quel momento il suo corno mandò un bagliore, e lei scattò.
-È lei! Mia sorella mi sta cercando!-
Afferrò il suo mantello grigio, allacciandoselo velocemente.
-Ti sono molto grata per la tua ospitalità, ma ora devo andare, o saranno guai!- Aprì la porta, ma rimase un attimo bloccata, fissando il pavimento pensierosa, poi si voltò verso Twilight e le disse, con voce bassa:
-Noi veniamo da Crystallance.-
Si alzò il cappuccio, e la salutò con un cenno del capo.
-A presto, Twilight.-
E scomparve nella notte, prima che Twilight potesse fermarla.
-Ma sei diventata matta, Twilight?-
Esclamò Rainbow Dash, svolazzando attorno all'amica. Si erano riunite il mattino dopo nella biblioteca della unicorno, e lei aveva raccontato loro tutto quel che era successo la notte prima, mentre continuava a sfogliare un libro dopo l'altro.
-Avresti dovuto chiamarci! O per lo meno chiamare ME. Se avesse cercato di farti del male l'avrei sistemata io, con un bel calcione sul loro brutto muso!-
-Ma non l'ha fatto, Rainbow. Era solo affamata e forse l'abbiamo spaventata. Si è persino scusata per il calcio ad AJ.-
Rispose Twilight, con gli occhi incollati sulle pagine dei libri che lei faceva passare velocemente sotto il suo muso. Applejack grattò il pavimento con uno zoccolo.
-Lei si è scusata, ma la sorella? Non sappiamo che intenzioni abbia. Non so se sia proprio il caso di fidarsi.-
-Ok, non fidatevi di lei, ma fidatevi di ME. Vi dico che Pearl non è pericolosa. Adesso devo solo scoprire dove ho già sentito il nome di quella città.-
Disse Twilight, scorrendo con lo zoccolo l'indice dell'ennesimo libro. Le librerie della biblioteca erano svuotate, e Spike si dava da fare per rimettere i libri a posto man mano che la pony finiva di sfogliarli.
-Ah-a!-
Esclamò l'unicorno. Le amiche si avvicinarono curiose, circondando lei e il leggio su cui era posato un enorme tomo dalla copertina nera.
-"Crystallance: capitale del regno di Chevanoir, meravigliosa città circondata dalle Crystarose Mountains. Popolazione: 2 milioni di pony. 80% unicorni, 10% pegasi, 10% earth pony. La città è famosa per la sua grande produzione di gioielli di qualsiasi fattura e valore; i gioielli della Corona di Equestria provengono da questa città.
Di notte la città risplende riflettendo la luna e le stelle, grazie ai suoi palazzi riccamente decorati d'oro e argento.
Il Palazzo Reale si trova al centro della città, che ha una forma a diamante; ad ogni angolo esterno del perimetro cittadino, come torri di guardia, sorgono alti cristalli magici affusolati, che danno nome alla città. La magia di questi cristalli protegge la città dagli attacchi esterni.
La principessa reggente è Princess Briolette.." blablabla.. ".. Per la storia della città, consultare il tomo B56 della "Storia del Mondo Aggiornata"."-
Twilight chiuse il tomo, voltò la testa e strillò
-SPIKE, TOMO B56 DELLA STORIA DEL MONDO AGGIORNATA, SBRIGATI!-
-Agli ordini!- scattò il draghetto, scorrendo velocissimo gli scaffali con la scala, ma senza trovare il volume richiesto.
-Non c'è, Twilight.- fece Spike, con una faccia perplessa, grattandosi la testolina spinosa.
-Come non c'è? Dobbiamo trovarlo!- Twilight si lanciò verso i libri, lanciandoli nella furia della ricerca.
-Ma perchè tutta questa fretta, Twi?-
Domandò Rarity, seguendo con lo sguardo il povero Spike che correva da una parte all'altra della libreria cercando il volume.
-Ho detto di aver già sentito quella città, no?- rispose, lanciando alle sue spalle un volume di "Storia della cucina"-Beh, non ricordo precisamente tutta la storia, ma non mi pare fosse qualcosa di piacevole.-
-Ehm, Twilight?-
-Ragazze, datemi una mano per favore! Cosa c'è Fluttershy?-
Rispose la pony, senza guardare la compagna, completamente immersa dai libri.
-Ehm, ecco.. Il tomo B56 non è quello lì?-
Disse la pegaso, indicando un libro che faceva da appoggio ad un armadietto basso.
-Si, è lui!-
Lo prese da sotto l'armadietto con la sua magia, ma appena il libro mancò, il mobile si schiantò a terra, cadendo in avanti, con un sinistro rumore di cocci rotti.
-Il servizio da tè..- piagnucolò Spike, privo di forze per lagnarsi davvero.
-Crystallance, Crystallance, Cry, Cry, Cry.. ECCOLO!- il gruppo le si avvicinò di nuovo, prestando la massima attenzione.
-"Crystallance: capitale del regno di Chevanoir. Sin dalla sua fondazione, la città è vissuta nella pace più totale. Unicorni, pegasi e earth pony hanno vissuto l'uno al fianco dell'altro, in armonia, lavorando nell'estrazione e lavorazione delle pietre preziose presenti nelle Crystarose Mountains.
Ma un giorno.."-
Un urlo interruppe la lettura del libro. Quell'urlo fu seguito da un altro, poi da un altro ancora. E dopo alcune urla, fu il silenzio.
-Cosa diamine..- iniziò Applejack. -..sta succedendo?!- finì Rainbow Dash.
-Non lo so, ma se rimaniamo qui non lo sapremo mai. Andiamo!-
Esclamò Twilight. Le altre annuirono, e corsero fuori dalla biblioteca.
Fine Capitolo Primo
Twilight guardò Applejack con una palpebra che le ballava in un tic, mentre le altre si scambiavano sguardi perplessi.
-Ma non.. Non è possibile..-
-Oooh, Twilight, hai appreso l'incantesimo della clonazione?! Perchè non ce l'hai detto?!-
-PERCHÈ NON HO APPRESO NIENTE DEL GENERE, PINKIE!- Esclamò l'unicorno, rivolgendosi subito dopo ad Applejack.
-Applejack, potresti mostrarmi dove hai incontrato quell'unicorno e dove ti hanno colpita?- Chiese Twilight: Applejack annuì, scendendo dal letto e in gruppo uscirono dalla stanza, firmando al banco accettazione e filando via come fulmini, arrivando al mercato in pochi secondi.
-Ecco, l'ho vista davanti a quella bancarella.-
Disse la bionda, indicando un chioschetto che vendeva carote e sedani. Twilight si massaggiò il mento con lo zoccolo, pensierosa.
-Ok, prossima tappa.-
Si incamminarono, e Applejack si stava guardando intorno per riconoscere la strada quando ad un tratto lanciò uno strillo:
-Eccola!-
Indicò alla sua destra e lì, avvolta nel mantello grigio, c'era l'unicorno che somigliava a Twilight. Questa, sentendo l'urlo, si voltò e riconobbe Applejack; presa dal panico, si diede nuovamente alla fuga.
-Fermati!-
Gridò Twilight, mentre tutte e sei si lanciavano all'inseguimento, attraversando nuovamente il mercato; corsero per qualche metro, schivando pony e carretti, tavolini e banchi, finchè Rainbow Dash esclamò
-Ci penso io!-
Schizzando velocissima nell'aria, inseguendo la pony che, in quanto a velocità, non era da meno. Volò a pochi metri d'altezza, scansando le case e i tetti, tenendo gli occhi rosa puntati sull'unicorno; poi si lanciò in picchiata e atterrò davanti a lei, tagliandole la strada. L'unicorno trasalì e si voltò per cambiare direzione, ma alle sue spalle erano già arrivate le altre pony. E così indietreggiò, mentre loro avanzavano; Twilight riuscì appena a dire
-Chi sei? Non vogliamo farti del male.-
Che la pony chiuse gli occhi, concentrando la magia nel suo corno,e con un "pop" sonoro svanì nel nulla.
-Non sono nemmeno riuscita a vederla in faccia!-
Era sera e Twilight Sparkle stava mettendo sottosopra la biblioteca, cercando un libro utile a scoprire l'identità della misteriosa puledra. In realtà non sapeva nemmeno lei cosa cercare, lo faceva più per sfogare la tensione che per utilità vera e propria.
-Non troverò niente qui, a meno che non ci sia un "Manuale sulle Sosia di Twilight Sparkle"..-
-Provo a cercare sotto la lettera M?-
Domandò Spike, indicando la libreria. Twilight roteò gli occhi, avvicinandosi poi alla finestra per osservare il cielo.
-Dovrei avvisare la Principessa? O mi sto solo preoccupando per nulla?-
Sospirò e abbassò lo sguardo; Spike balzò giù dallo sgabello su cui sedeva, indicando una finestra.
-Guarda, Twilight! C'è qualcuno fuori!-
La mora alzò la testa di scatto e guardò fuori, nella direzione indicata da Spike. Era vero: fuori dalla biblioteca c'era la pony incappucciata che avevano inseguito quella mattina, che osservava il piano superiore della casa. Twilight si avvicinò piano alla porta, aprendola e uscendo silenziosamente. Nonostante tutta la prudenza, un rametto secco scricchiolò sotto i suoi zoccoli e la pony incappucciata trasalì, preparandosi a correre.
-Ti prego, non fuggire!-
Esclamò Twilight, tendendo una zampa verso di lei. La sconosciuta unicorno la fissò intimorita.
-Non voglio farti del male. Voglio solo sapere chi sei, e perchè avete picchiato la mia amica Applejack.-
La puledra indietreggiò, quando il suo stomaco brontolò in maniera talmente rumorosa che sembrava non avesse mangiato per mesi.
Twilight sorrise.
-Magari davanti ad un'insalata di margherite?-
Si voltò e si accostò alla porta, invitandola ad entrare: l'unicorno, a testa china, si avvicinò ed entrò nella biblioteca. Con la punta del corno, delicatamente, la sconosciuta spinse la porta alle sue spalle, guardandosi successivamente intorno.
-Io mi chiamo Twilight Sparkle, e tu saresti..-
-Aw, ma tu sei un draghetto? Quanto sei carino! Hai le guancine morbide morbideeee..-
Una vocetta nasale risuonò alla spalle di Twilight: la voce della pony incappucciata. Twilight sorrise e si avvicinò alla pony, che la guardò sorridendo imbarazzata.
-Scusami, è il caso che mi presenti.-
Si abbassò il cappuccio, mostrando finalmente il suo volto, e Twilight trasalì.
-Ma tu.. Tu mi somigli..-
Aveva la pelle rosa, grandi occhi azzurri e una lunghissima criniera nera striata di rosa, con la frangia.
-.. PER NIENTE.-
-Dovrei?- Domandò la pony, guardandola perplessa. Twilight sospirò e scosse la testa.
-No, non preoccuparti. Il mio nome è Twilight Sparkle.- Disse, tendendole lo zoccolo. La sconosciuta sorrise e lo strinse.
-Il mio nome è Pearl Moon.-
-E quindi.. Da dove vieni, Pearl? Oh, posso chiamarti Pearl?-
La mora annuì, mentre Twilight posava una ciotola di insalata di margherite davanti al suo muso. Pearl prese un grosso morso dall'insalata, masticando affamata, e deglutì prima di rispondere.
-Vengo da un posto molto lontano. Ho viaggiato per tutta Equestria, e spero che Ponyville sia la nostra ultima tappa.-
Affondò nuovamente il muso nella ciotola, riempiendo il suo stomaco vuoto velocemente. Twilight le mise davanti una tazza di tè fumante.
-Wow. Con chi hai viaggiato?-
Domandò, curiosa. Pearl smise per un attimo di mangiare, sgranando prima gli occhi e poi ridacchiando nervosamente.
-Con, ehm, mia sorella. È un tipo un po', ehm, irruento.- Chinò il capo. -Mi dispiace tantissimo per il calcio che ha dato alla tua amica..-
Twilight posò uno zoccolo su quello della mora.
-Scuse accettate.- Sorrise, poi posò il mento sugli zoccoli, guardandola interessata. -Ma dimmi, da dove venite precisamente?-
Pearl aprì la bocca per rispondere, ma proprio il quel momento il suo corno mandò un bagliore, e lei scattò.
-È lei! Mia sorella mi sta cercando!-
Afferrò il suo mantello grigio, allacciandoselo velocemente.
-Ti sono molto grata per la tua ospitalità, ma ora devo andare, o saranno guai!- Aprì la porta, ma rimase un attimo bloccata, fissando il pavimento pensierosa, poi si voltò verso Twilight e le disse, con voce bassa:
-Noi veniamo da Crystallance.-
Si alzò il cappuccio, e la salutò con un cenno del capo.
-A presto, Twilight.-
E scomparve nella notte, prima che Twilight potesse fermarla.
-Ma sei diventata matta, Twilight?-
Esclamò Rainbow Dash, svolazzando attorno all'amica. Si erano riunite il mattino dopo nella biblioteca della unicorno, e lei aveva raccontato loro tutto quel che era successo la notte prima, mentre continuava a sfogliare un libro dopo l'altro.
-Avresti dovuto chiamarci! O per lo meno chiamare ME. Se avesse cercato di farti del male l'avrei sistemata io, con un bel calcione sul loro brutto muso!-
-Ma non l'ha fatto, Rainbow. Era solo affamata e forse l'abbiamo spaventata. Si è persino scusata per il calcio ad AJ.-
Rispose Twilight, con gli occhi incollati sulle pagine dei libri che lei faceva passare velocemente sotto il suo muso. Applejack grattò il pavimento con uno zoccolo.
-Lei si è scusata, ma la sorella? Non sappiamo che intenzioni abbia. Non so se sia proprio il caso di fidarsi.-
-Ok, non fidatevi di lei, ma fidatevi di ME. Vi dico che Pearl non è pericolosa. Adesso devo solo scoprire dove ho già sentito il nome di quella città.-
Disse Twilight, scorrendo con lo zoccolo l'indice dell'ennesimo libro. Le librerie della biblioteca erano svuotate, e Spike si dava da fare per rimettere i libri a posto man mano che la pony finiva di sfogliarli.
-Ah-a!-
Esclamò l'unicorno. Le amiche si avvicinarono curiose, circondando lei e il leggio su cui era posato un enorme tomo dalla copertina nera.
-"Crystallance: capitale del regno di Chevanoir, meravigliosa città circondata dalle Crystarose Mountains. Popolazione: 2 milioni di pony. 80% unicorni, 10% pegasi, 10% earth pony. La città è famosa per la sua grande produzione di gioielli di qualsiasi fattura e valore; i gioielli della Corona di Equestria provengono da questa città.
Di notte la città risplende riflettendo la luna e le stelle, grazie ai suoi palazzi riccamente decorati d'oro e argento.
Il Palazzo Reale si trova al centro della città, che ha una forma a diamante; ad ogni angolo esterno del perimetro cittadino, come torri di guardia, sorgono alti cristalli magici affusolati, che danno nome alla città. La magia di questi cristalli protegge la città dagli attacchi esterni.
La principessa reggente è Princess Briolette.." blablabla.. ".. Per la storia della città, consultare il tomo B56 della "Storia del Mondo Aggiornata"."-
Twilight chiuse il tomo, voltò la testa e strillò
-SPIKE, TOMO B56 DELLA STORIA DEL MONDO AGGIORNATA, SBRIGATI!-
-Agli ordini!- scattò il draghetto, scorrendo velocissimo gli scaffali con la scala, ma senza trovare il volume richiesto.
-Non c'è, Twilight.- fece Spike, con una faccia perplessa, grattandosi la testolina spinosa.
-Come non c'è? Dobbiamo trovarlo!- Twilight si lanciò verso i libri, lanciandoli nella furia della ricerca.
-Ma perchè tutta questa fretta, Twi?-
Domandò Rarity, seguendo con lo sguardo il povero Spike che correva da una parte all'altra della libreria cercando il volume.
-Ho detto di aver già sentito quella città, no?- rispose, lanciando alle sue spalle un volume di "Storia della cucina"-Beh, non ricordo precisamente tutta la storia, ma non mi pare fosse qualcosa di piacevole.-
-Ehm, Twilight?-
-Ragazze, datemi una mano per favore! Cosa c'è Fluttershy?-
Rispose la pony, senza guardare la compagna, completamente immersa dai libri.
-Ehm, ecco.. Il tomo B56 non è quello lì?-
Disse la pegaso, indicando un libro che faceva da appoggio ad un armadietto basso.
-Si, è lui!-
Lo prese da sotto l'armadietto con la sua magia, ma appena il libro mancò, il mobile si schiantò a terra, cadendo in avanti, con un sinistro rumore di cocci rotti.
-Il servizio da tè..- piagnucolò Spike, privo di forze per lagnarsi davvero.
-Crystallance, Crystallance, Cry, Cry, Cry.. ECCOLO!- il gruppo le si avvicinò di nuovo, prestando la massima attenzione.
-"Crystallance: capitale del regno di Chevanoir. Sin dalla sua fondazione, la città è vissuta nella pace più totale. Unicorni, pegasi e earth pony hanno vissuto l'uno al fianco dell'altro, in armonia, lavorando nell'estrazione e lavorazione delle pietre preziose presenti nelle Crystarose Mountains.
Ma un giorno.."-
Un urlo interruppe la lettura del libro. Quell'urlo fu seguito da un altro, poi da un altro ancora. E dopo alcune urla, fu il silenzio.
-Cosa diamine..- iniziò Applejack. -..sta succedendo?!- finì Rainbow Dash.
-Non lo so, ma se rimaniamo qui non lo sapremo mai. Andiamo!-
Esclamò Twilight. Le altre annuirono, e corsero fuori dalla biblioteca.
Fine Capitolo Primo
giovedì 5 aprile 2012
The Chronicles of Moon and Stars - Chevanoir's Memories. [Prologue]
"C'era una volta, in un posto molto lontano, un magico regno chiamato Equestria, governato dalla saggia Principessa Celestia.
In questo luogo meraviglioso vivevano sei giovani pony che, grazie allo speciale legame d'amicizia che le univa, avevano salvato più d'una volta quel regno dalla rovina.
Ma c'era un altro regno confinante con Equestria, dove il potere della Principessa Celestia non poteva arrivare: era il regno di Chevanoir.
Un tempo, prima che Night Mare Moon fosse sigillata nella Luna, Chevanoir era un regno pacifico e fertile, ricco di foreste rigogliose e grandi città popolati da pony di ogni specie, ed era governato anch'esso da una principessa. Ma un giorno, la principessa scomparve e una catastrofe si abbattè sul suo regno: i suoi abitanti vennero avvolti dalle Tenebre e in esse scomparvero uno alla volta.
Da allora, nulla si seppe più su quel regno."
-Non riesco a crederci di aver perso contro Applebloom.-
Sospirò una giovane pony dalla criniera bionda, coperta da un cappello da cowboy. Dal suo dorso pendevano due pesanti borse della spesa, colme di barattoli di vetro nuovi di zecca e buste di zucchero, qualche tegame e persino un mestolo di legno.
-A morra cinese, per di più. Beh, almeno non era zoccolo di ferro..-
La pony, chiamata Applejack, alzò per un attimo lo sguardo verde da terra, voltandosi alla sua destra per osservare il prossimo chioschetto del mercato cittadino; in quel momento, notò qualcuno a pochi metri da lei, coperta da un mantello grigio scuro e dalla coda lunghissima. Riconobbe quella coda bicolore, scura e rosa, e un sorriso si delineò sul suo muso.
-Yo, Twilight!-
Nonostante l'avesse chiamata, la pony incappucciata non si girò, e continuò per la sua strada, con un andamento tranquillo. Applejack le corse dietro, pensando che non l'avesse sentita, e le battè piano uno zoccolo sul fianco, per richiamare la sua attenzione.
-Hey, Twilight!-
La pony si voltò, e Applejack fece appena in tempo a notare la sua frangia rosa e nera e il corno che spuntava dal cappuccio che la pony cacciò un piccolo strillo, scappando via al galoppo, più veloce che potè.
La biondina rimase qualche secondo di sasso; poi si lanciò all'inseguimento, urlando il nome dell'amica.
-Twilight! Non scappare!-
Corsero per tutta Ponyville, passando attraverso il mercato e superandolo, galopparono per strade e stradine, oltre la Piazza e lo Sugarcube Corner; ad un certo punto, Twilight imboccò un vicolo nascosto, e scomparve dalla vista di Applejack. La pony rallentò il passo, entrando anche lei nel vicolo, confusa per il comportamento della mora; si voltò attorno, cercandola con lo sguardo, quando sentì un leggero colpetto alle spalle.
Si girò e un potente colpo di zoccoli si abbattè sul suo muso, facendola volare per un paio di metri, e cadde a terra stordita tra il fracasso dei barattoli infranti e dei cocci.
La sua vista si fece confusa, e riuscì appena intravedere una giovane unicorno dal manto azzurro spento e la criniera nera e blu, vestita di un mantello grigio scuro, e nascosta dietro di lei Twilight.
Entrambe le unicorno la fissarono per qualche secondo; poi i suoi occhi si annebbiarono del tutto e lei perse i sensi.
-Applejack? Applejack? APPLEJACK!-
-Uhm, non penso che sia carino urlarle nelle orecchie..-
-Oh!Oh! So io cosa dobbiamo fare! Se porto qua latte e dolcetti appena sfornati si sveglia sicuramente!-
-..Pinkie, cosa ti fa pensare che dei dolcetti possano rianimare un pony svenuto?-
-Non lo so, ma io di sicuro senza di loro la mattina non mi sveglio!-
-Guardate, si sta riprendendo!-
Applejack sbattè un paio di volte le palpebre, abituando i suoi occhi verde chiaro alla luce che entrava dalla finestra. Le sembrava di aver dormito per giorni, si sentiva la testa intorpidita e ci mise qualche secondo a mettere a fuoco quel che vedeva.
-D..Dove sono..?-
-Sei in ospedale, cara Applejack. Come stai?-
Una pony bianca dalla criniera viola e boccoluta, Rarity, le carezzava una zampa tenendola tra le sue. Applejack voltò la testa alla sua sinistra, trovando al suo fianco le sue amiche Pinkie Pie, Rainbow Dash, Fluttershy, e..
Twilight Sparkle.
-Tu!-
Gridò Applejack, togliendo il cuscino dietro la propria nuca e tirandolo sul muso della pony, tra lo stupore delle altre.
-Perchè cavolo sei scappata?! E chi cavolo era quella unicorno con te?! PERCHÈ NON MI HAI AIUTATA?!-
-Applejack, calmati!-
Esclamò Rarity, fermandola per le spalle prima che si avventasse contro la loro amica. -Ma che stai dicendo?-
Twilight si avvicinò al letto, posando il cuscino ai piedi di esso, guardandola perplessa -Applejack, io non so di che stai parlando.-
-Tu eri al mercato, sei scappata, ti ho seguita e una stupida unicorno dalla criniera nera mi ha dato un calcio sul muso! E tu eri con lei!-
Fluttershy si avvicinò a testa bassa a Applejack, guardandola intimorita da quello sfogo di rabbia.
-Ehm, Applejack..?-
-Cosa vuoi?!- esclamò la bionda, con i nervi a fior di pelle. Fluttershy squittì e si abbassò ulteriormente, spaventata.
-Ecco.. Non.. Non puoi aver inseguito Twilight..-
-Certo che era lei! Aveva la criniera bicolore, la frangia e tutto il resto!- Gridò ancora, facendo tremare la pegaso dalla criniera rosa. Fluttershy infilò il muso sotto l'ala, e dalla sportina sul suo dorso prese un libro che posò sulla coperta del letto.
-Ehm, ecco.. Twilight ha.. Passato la mattina con me.. Per trovare questo libro.. E perciò.. Ecco..-
Indietreggiò e si nascose dietro Rainbow Dash, facendo spuntare solo il muso per vedere la sua reazione.
Applejack lesse il titolo del libro, "Alimentazione e cura delle testuggini Corallo". Guardò Twilight, poi Fluttershy.
-È vero?-
La pegaso annuì. Applejack sbuffò e si rilassò, affondando la faccia nel materasso.
-Ma allora quella pony chi cavolo era?- mormorò, alzando dopo la testa per guardare Twilight.
-Scusami.. È che..-
Twilight sorrise e posò uno zoccolo su quello di Applejack. -Tranquilla, non preoccuparti. Piuttosto, raccontaci per bene quel che è successo..-
Fine Prologo
N.d.A. : Non ho saputo resistere. Questo è il prologo, il primo capitolo verrà pubblicato dopo l'esito del CMC Hasbro Contest.
Dopo, ogni capitolo verrà pubblicato con scadenza settimanale, ogni martedì.
Attendo pareri e critiche, grazie per la lettura!
In questo luogo meraviglioso vivevano sei giovani pony che, grazie allo speciale legame d'amicizia che le univa, avevano salvato più d'una volta quel regno dalla rovina.
Ma c'era un altro regno confinante con Equestria, dove il potere della Principessa Celestia non poteva arrivare: era il regno di Chevanoir.
Un tempo, prima che Night Mare Moon fosse sigillata nella Luna, Chevanoir era un regno pacifico e fertile, ricco di foreste rigogliose e grandi città popolati da pony di ogni specie, ed era governato anch'esso da una principessa. Ma un giorno, la principessa scomparve e una catastrofe si abbattè sul suo regno: i suoi abitanti vennero avvolti dalle Tenebre e in esse scomparvero uno alla volta.
Da allora, nulla si seppe più su quel regno."
-Non riesco a crederci di aver perso contro Applebloom.-
Sospirò una giovane pony dalla criniera bionda, coperta da un cappello da cowboy. Dal suo dorso pendevano due pesanti borse della spesa, colme di barattoli di vetro nuovi di zecca e buste di zucchero, qualche tegame e persino un mestolo di legno.
-A morra cinese, per di più. Beh, almeno non era zoccolo di ferro..-
La pony, chiamata Applejack, alzò per un attimo lo sguardo verde da terra, voltandosi alla sua destra per osservare il prossimo chioschetto del mercato cittadino; in quel momento, notò qualcuno a pochi metri da lei, coperta da un mantello grigio scuro e dalla coda lunghissima. Riconobbe quella coda bicolore, scura e rosa, e un sorriso si delineò sul suo muso.
-Yo, Twilight!-
Nonostante l'avesse chiamata, la pony incappucciata non si girò, e continuò per la sua strada, con un andamento tranquillo. Applejack le corse dietro, pensando che non l'avesse sentita, e le battè piano uno zoccolo sul fianco, per richiamare la sua attenzione.
-Hey, Twilight!-
La pony si voltò, e Applejack fece appena in tempo a notare la sua frangia rosa e nera e il corno che spuntava dal cappuccio che la pony cacciò un piccolo strillo, scappando via al galoppo, più veloce che potè.
La biondina rimase qualche secondo di sasso; poi si lanciò all'inseguimento, urlando il nome dell'amica.
-Twilight! Non scappare!-
Corsero per tutta Ponyville, passando attraverso il mercato e superandolo, galopparono per strade e stradine, oltre la Piazza e lo Sugarcube Corner; ad un certo punto, Twilight imboccò un vicolo nascosto, e scomparve dalla vista di Applejack. La pony rallentò il passo, entrando anche lei nel vicolo, confusa per il comportamento della mora; si voltò attorno, cercandola con lo sguardo, quando sentì un leggero colpetto alle spalle.
Si girò e un potente colpo di zoccoli si abbattè sul suo muso, facendola volare per un paio di metri, e cadde a terra stordita tra il fracasso dei barattoli infranti e dei cocci.
La sua vista si fece confusa, e riuscì appena intravedere una giovane unicorno dal manto azzurro spento e la criniera nera e blu, vestita di un mantello grigio scuro, e nascosta dietro di lei Twilight.
Entrambe le unicorno la fissarono per qualche secondo; poi i suoi occhi si annebbiarono del tutto e lei perse i sensi.
-Applejack? Applejack? APPLEJACK!-
-Uhm, non penso che sia carino urlarle nelle orecchie..-
-Oh!Oh! So io cosa dobbiamo fare! Se porto qua latte e dolcetti appena sfornati si sveglia sicuramente!-
-..Pinkie, cosa ti fa pensare che dei dolcetti possano rianimare un pony svenuto?-
-Non lo so, ma io di sicuro senza di loro la mattina non mi sveglio!-
-Guardate, si sta riprendendo!-
Applejack sbattè un paio di volte le palpebre, abituando i suoi occhi verde chiaro alla luce che entrava dalla finestra. Le sembrava di aver dormito per giorni, si sentiva la testa intorpidita e ci mise qualche secondo a mettere a fuoco quel che vedeva.
-D..Dove sono..?-
-Sei in ospedale, cara Applejack. Come stai?-
Una pony bianca dalla criniera viola e boccoluta, Rarity, le carezzava una zampa tenendola tra le sue. Applejack voltò la testa alla sua sinistra, trovando al suo fianco le sue amiche Pinkie Pie, Rainbow Dash, Fluttershy, e..
Twilight Sparkle.
-Tu!-
Gridò Applejack, togliendo il cuscino dietro la propria nuca e tirandolo sul muso della pony, tra lo stupore delle altre.
-Perchè cavolo sei scappata?! E chi cavolo era quella unicorno con te?! PERCHÈ NON MI HAI AIUTATA?!-
-Applejack, calmati!-
Esclamò Rarity, fermandola per le spalle prima che si avventasse contro la loro amica. -Ma che stai dicendo?-
Twilight si avvicinò al letto, posando il cuscino ai piedi di esso, guardandola perplessa -Applejack, io non so di che stai parlando.-
-Tu eri al mercato, sei scappata, ti ho seguita e una stupida unicorno dalla criniera nera mi ha dato un calcio sul muso! E tu eri con lei!-
Fluttershy si avvicinò a testa bassa a Applejack, guardandola intimorita da quello sfogo di rabbia.
-Ehm, Applejack..?-
-Cosa vuoi?!- esclamò la bionda, con i nervi a fior di pelle. Fluttershy squittì e si abbassò ulteriormente, spaventata.
-Ecco.. Non.. Non puoi aver inseguito Twilight..-
-Certo che era lei! Aveva la criniera bicolore, la frangia e tutto il resto!- Gridò ancora, facendo tremare la pegaso dalla criniera rosa. Fluttershy infilò il muso sotto l'ala, e dalla sportina sul suo dorso prese un libro che posò sulla coperta del letto.
-Ehm, ecco.. Twilight ha.. Passato la mattina con me.. Per trovare questo libro.. E perciò.. Ecco..-
Indietreggiò e si nascose dietro Rainbow Dash, facendo spuntare solo il muso per vedere la sua reazione.
Applejack lesse il titolo del libro, "Alimentazione e cura delle testuggini Corallo". Guardò Twilight, poi Fluttershy.
-È vero?-
La pegaso annuì. Applejack sbuffò e si rilassò, affondando la faccia nel materasso.
-Ma allora quella pony chi cavolo era?- mormorò, alzando dopo la testa per guardare Twilight.
-Scusami.. È che..-
Twilight sorrise e posò uno zoccolo su quello di Applejack. -Tranquilla, non preoccuparti. Piuttosto, raccontaci per bene quel che è successo..-
Fine Prologo
N.d.A. : Non ho saputo resistere. Questo è il prologo, il primo capitolo verrà pubblicato dopo l'esito del CMC Hasbro Contest.
Dopo, ogni capitolo verrà pubblicato con scadenza settimanale, ogni martedì.
Attendo pareri e critiche, grazie per la lettura!
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