giovedì 12 aprile 2012

Filling The Silence [Oneshot, dark, drama, sadness]

Ho bisogno di far festa.
Ho bisogno di un'altra festa.
Ho bisogno dell'ennesima, stupida, rumorosa festa.
Ho bisogno di musica, di balli, di festoni, di chiacchiere, di allegra elettricità che mi corra nelle vene esaltandomi.
Ho bisogno di. Ma di cosa realmente io abbia bisogno per cambiare, davvero non lo so.
Forse mi terrorizza. Mi spaventano i momenti in cui rimango sola, e nel silenzio della mia stanza risuona l'eco dei miei battiti cardiaci e del mio respiro. Gummy mi guarda coi suoi enormi, lucidi occhi viola e mi mordicchia uno zoccolo, un gesto che ho imparato ad interpretare come d'affetto.
Ma mi sento sola.
Sono sola.
Ma come faccio ad esser sola, con tutti gli amici che ho?

Saltello in giro, come sempre. Il mio sorriso è stampato sulle labbra, mi guardo attorno e saluto energicamente i pony che incontro. Passo dal banchetto della frutta e compro un sacchetto di fragole per due monete; dopo torno indietro, verso lo Sugar Cube Corner. Oggi tocca a me preparare i cupcake alla fragola, i miei preferiti, eppure non mi basta per esaltarmi.
Mi serve una festa. Mi serve caos. Mi serve rumore.
Sono arrivata al Corner, saluto i signori Cake mostrando la frutta comprata, e ridendo vado verso la cucina, dove lascio il sacchetto, sul tavolo da lavoro. Tiro giù frusta, formine e ingredienti come burro, zucchero e farina dalla dispensa, mentre canto una canzone.
Mi volto, e vedo che nessuno è in cucina con me, nessuno mi guarda.
Sospiro, e la mia criniera si liscia istantaneamente, cadendo con un fruscìo sulle mie spalle. I miei pensieri corrono impazziti nella mente, e io mi tappo inutilmente le orecchie con gli zoccoli.
Forza, Pinkie, inizia a cucinare, se lavori non penserai.
Nascondo la criniera nel cappello da cuoco, afferro una ciotola e inizio a romperci dentro le uova, mentre il silenzio continua a mangiarmi dentro.

Alla fine l'ho fatta. La festa, intendo. Le mie migliori amiche sono qui, chiacchierano e ballano, bevono punch e mangiano dolci, si divertono.
Alzo lo sguardo e osservo i palloncini galleggianti, i festoni, i glitter e i colori che invadono la stanza, rendendola raggiante.
Ma stavolta, vedo tutto in bianco e nero.
Con un brivido di paura che attraversa la mia spina dorsale mi unisco a Twilight e Fluttershy, ballando con loro, scalciando e dimenandomi come un'ossessa, ridendo stupidamente. Dopo corro da Rarity, che si sta versando il punch, la spavento apparendole alle spalle all'improvviso e lei si versa il succo dolce addosso; scoppio a ridere, seguita da Applejack, ma non sono allegra, per Celestia, non mi viene per niente da ridere ma devo farlo, o lo noteranno. La mia risata è leggermente stonata, ma nessuno ci fa caso.
Menomale.
Il ronzìo nella mia testa mi perseguita, mentre mi allontano saltellando col sorriso sulle labbra. Dove sbaglio? Cosa c'è che non va? Perchè non funziona?
Questi pensieri si accumulano sugli altri, che scorrono impetuosi nella mia testa.
Per quanto ancora riuscirò a far reggere questa farsa?
Scuoto la testa, facendo ondeggiare i miei boccoli rosa. Forza Pinkie! Devo solo riuscire a rendere questa festa più divertente. Se lo faccio, la mia testa si zittirà.
Sì, posso farcela.
Alzo il volume del grammofono e salto sul posto, alzando gli zoccoli in aria.
-Forza pony, divertiamoci sul serio!-
Corro attraverso la stanza e ballo, mi scateno, mentre gli sguardi delle mie amiche si fanno imbarazzati. Qual'è il problema? Ballo male, forse?
Salto sul tavolo e inizio a dimenarmi. Con un calcio purtroppo la ciotola del punch vola via, schizzando di viola il cappello di Applejack e la criniera di Dash, mi giro per vedere cos'ho combinato ma uno zoccolo si impiglia nella tovaglia e la tira, facendomi volare giù dal tavolo con uno strillo, insieme ai piatti dei dolcetti e dei panini.
Per un attimo, nonostante la musica ad alto volume, nella stanza torna il silenzio. C'è silenzio, dannatissimo, stupido silenzio.
I volti delle mie amiche sporgono dal tavolo, e i loro occhi mi osservano preoccupati.
-Cara, ti sei fatta male?- domanda Rarity, sorridendo rassicurante.
-Vuoi una mano a sollevarti, zuccherino?- chiede invece AJ, allungando uno zoccolo arancione verso di me. Dash vola accanto a me, togliendomi la tovaglia di dosso con la bocca.
Come un tuono, i miei maledetti pensieri tornano a disturbare rumorosi il silenzio. Sono caotici, molto più confusi a causa dell'imbarazzo. Non ne posso più. Smettetela, basta!
-Io.. Scusatemi, davvero tanto!-
Scappo via, lasciandomi dietro i cupcakes schiacciati e i panini calpestati, mentre le lacrime iniziano ad oscurare la mia vista, lasciandomi dietro anche le mie migliori amiche, perplesse per l'accaduto.

Sono sdraiata sul letto, e osservo Gummy zampettare avanti e indietro per la mia stanza, spingendo col muso un gomitolo di lana. Sul mio viso le lacrime hanno lasciato una scia pungente e appiccicosa, qualcuna ancora cade dalla punta del mio naso.
Le mie amiche hanno bussato a lungo alla porta della mia camera, chiedendomi di uscire, ma io non ho risposto, e dopo un po' sono andate via.
Mi spiace tantissimo, ma non ce la faccio ad affrontarvi in questo momento.
Ci ho pensato tante volte a come mettere fine a tutto questo. Potrei gettarmi dalla finestra, o impiccarmi al lampadario con il lazo di AJ, o avvelenarmi con una di quelle piante nerastre che crescono nella Everfree Forest. Ma ho paura. Sono codarda, ho paura della morte.
Perciò questo tormento continua: pensieri velocissimi, infiniti, orrendi, che scivolano in continuazione nella mia mente sussurrandomi quanto sarebbe bello morire, quanto tutti vivrebbero meglio senza di me, quanto io sia inutile stupida vuota insensata inetta incapace e immagini orribili di me stessa, ME STESSA, a terra morta, e tutti che festeggiano la mia scomparsa.
Le lacrime scivolano di nuovo dai miei occhi azzurri, mentre mi rannicchio su me stessa. Non ce la faccio più, davvero. Che senso ha continuare così?
Mi alzo e mi siedo sul letto, poggiando la fronte contro il muro, singhiozzando.
-Che senso ha tutto questo?-
Le feste non nasconderanno per sempre il rumore nella mia testa. Oggi ne ho avuta la prova.
-Che senso ha?-
Le lacrime cadono sulle mie cosce unite, scivolando su i miei cutie mark, che risplendono.
-CHE SENSO HA?!-
Tiro indietro la testa e con forza colpisco il muro con la fronte. Un quadro ondeggia e Gummy si gira a fissarmi, lasciando per un attimo quello stupido gomitolo, mentre io ansimo, con le spalle che tremano. Quando ho battuto la fronte sull'intonaco un flash bianco di dolore ha invaso la mia mente, cancellando tutti i miei pensieri; ora un'onda pulsante si propaga dalla mia fronte che ancora mi fa male.
Silenzio. Silenzio, ma per davvero.
Ha.. Funzionato..?
Scendo dal letto e mi guardo nello specchio della toelette, sfiorando sorpresa con uno zoccolo il grosso livido nero che si sta formando proprio sotto il ciuffo riccioluto della mia criniera. Lo tocco, e strizzo gli occhi per l'intensa fitta di dolore che si diffonde da quella macchia scura.
Nella mia testa non c'è più niente. Non c'è più niente per davvero. Sorrido appena, continuando a fissare il livido nello specchio, tenendo sollevato il ciuffo con uno zoccolo. Rido a stento.
-Ce l'ho fatta.. Ho trovato il modo-

Trotto allegra per le strade di Ponyville, fermandomi di tanto in tanto a salutare qualche pony e a fare due chiacchiere. Molti mi chiedono cosa sia quel grosso cerotto quadrato sulla mia fronte.. La scusa ufficiale è che sono caduta dalle scale, manteniamo il segreto.
-Oh cavolo, Pinkie, ma cosa diamine ti sei fatta in faccia?-
Sovrappensiero com'ero, non mi accorgo della voce di Dashie, che, svolazzante davanti a me, fissa a bocca aperta la mia fronte. Rido tranquilla, la mia solita risata.
-Oh, questo?- faccio, toccando il cerotto. -Si intona con la mia pelle, vero?-
-Non dire cretinate, Pinkie! Cosa ti è successo?-
Continua Dash, scendendo a terra con uno scalpitìo dei suoi zoccoli. Allungo il collo e tocco la sua fronte con la mia: il livido manda istantaneamente una scossa di dolore al mio cervello, mentre un brivido (di piacere?) accappona la mia pelle.
-Assolutamente niente, Dashie. Sono caduta giù dalle scale, mentre saltellavo-zompettavo nel corridoio. Ma non fa male, tranquilla, puledrina sciocchina! Ho solo un livido. Vuoi vederlo?-
-No, grazie.- Dash alza un sopracciglio, perplessa, ma poi sorride. -Mi fa piacere vedere che stai meglio. Eri davvero strana alla festa.. Più del solito, intendo.-
-Oh, sto benissimo, tranquilla!- saltello sul posto, ridendo. -È tutto ok. Non mi sentivo granchè bene, ma la caduta deve aver sistemato il mio cervello!-
Faccio una smorfia, tirando fuori la lingua e storcendo gli occhi, roteando uno zoccolo vicino la mia tempia. Io rido, e Dash ride con me, senza sapere quanta verità c'è in quella frase.

Livido sulla fronte. Scusa ufficiale: una caduta dalle scale. Due mesi fa.
Livido su una coscia. Scusa ufficiale: una sedia cadutami addosso. Un mese e tre settimane fa.
Occhio nero. Scusa ufficiale: uno sportello non visto. Un mese e dieci giorni fa.
Zoccolo destro posteriore slogato. Scusa ufficiale: una seconda caduta dalle scale (ho dovuto chiudere gli occhi per farlo, avevo paura). Un mese e cinque giorni fa.
Zoccolo destro anteriore rotto. Scusa ufficiale: un carretto non visto (invece l'avevo visto eccome). Un mese fa.
Naso rotto. Scusa ufficiale: una porta aperta all'improvviso (quella è stato un puro colpo di genio. Avevo sentito i signori Cake arrivare parlando, e mi sono messa davanti alla maniglia.. Mi ha presa in pieno). Una settimana fa.
Zoccolo destro anteriore rotto. Scusa ufficiale: il carretto di AJ mi è crollato addosso per il troppo peso, e l'osso era già debilitato (è stato davvero difficile non farmi beccare). Oggi.

-Tutto ciò è pazzesco. Se non ci fosse il tuo nome stampato qua sopra, direi che è la cartella clinica di Derpy!- esclama Rainbow Dash, riponendo la cartella al suo posto. Sorrido debolmente, e con uno zoccolo mi asciugo il sudore che mi cola lungo il viso. La frattura fa più male di quel che pensavo, i dottori hanno detto che è scomposta. Quando mi hanno mostrato la lastra il mio stomaco ha avuto un piacevole sobbalzo: il carpo si era spaccato in due, il metacarpo in tre piccoli pezzi. Hanno dovuto spostare le ossa manualmente per rimettere insieme quella che, secondo loro, era una delle fratture più gravi che avessero mai visto. Mi veniva da vomitare per il dolore, e l'ho anche fatto, ma la mia mente era così sgombra da estasiarmi. Nessun pensiero, hip hip hurrà!
-Pinkie, cosa ti sta accadendo? Di solito sembri quasi di gomma, invece in due mesi ti sei rotta più ossa di una stuntmare*!-
Esclama Dashie, accostandosi al mio letto d'ospedale. Rido debolmente.
-Sono semplicemente stata sbadata.. È un periodo sfortunato, niente più.
Forse dovrò fare un salto da Zecora, per farmi togliere il malocchio!-
Faccio, e rido. Ma la mia risata scema quando noto che non ride. È seria, maledettamente seria.
-Pinkie, che ti succede? Sono tua amica, puoi parlare con me se c'è qualche problema.-
Mi volto alla mia destra e Dashie, la mia migliore amica Dashie, al mio fianco, mi stringe uno zoccolo tra i suoi. Mi guarda coi suoi occhi rosa e mi sorride.
-Pinkie, permettimi di entrare. Condividi i tuoi pensieri con me. Che stai facendo, Pinkie? Dov'è la tua voglia di vivere, Pinkie?-
Sgrano gli occhi, stringendo il suo zoccolo come se ne andasse della mia vita.
Forse ne va veramente.
-Tu.. Tu avevi capito?-
Dash annuisce.
-Avevo dei dubbi già da un po'. Ma non ne ero sicura.. Scusami, Pinkie, se non ho agito subito.  Ma tu.. Sembravi.. Ecco, allegra come sempre. Non sapevo che pensare.-
Mi accarezza la fronte umida.
-Questo però è troppo. Hai rischiato di perdere la gamba, Pinkie. Per favore, confidati con me.
Per favore, prima che sia troppo tardi perchè io possa salvarti.-
Le lacrime scorrono sulle mie guance, mentre una sensazione nuova si spande nel mio petto come acqua calda. Le tue braccia aperte per raccogliermi dalla mia oscurità.
Puoi salvarmi, Dashie?
Puoi davvero far smettere tutto questo?
-Dashie..-
Singhiozzo, e mi asciugo le lacrime con lo zoccolo.
-D'accordo.-
Le racconto tutto. I miei pensieri neri, quella voglia pazzesca di scomparire, i miei tentativi di soffocare tutto con le feste, le menzogne dietro i miei sorrisi. E poi, quella testata contro il muro, quel livido che mi aveva dato un'illusoria sensazione di pace. La mia breve discesa verso l'inferno.
Quando racconto come mi sono procurata ogni ferita, noto che Dash sta piangendo. Rimango pietrificata. Dash mi fissa immobile, ascoltando ogni parola, mentre le lacrime le scivolano lungo le guance senza che lei le fermi.
-Dashie..- la chiamo. Non volevo farti piangere..
-Continua, ti prego- fa lei, in un sussurro strozzato. Caccia via le lacrime con un gesto rapido dei suoi zoccoli. -Non interromperti. Voglio sapere tutto.-
-Dashie..-
Ci risiamo. Di nuovo. Quella sensazione, quell'aria pesante, quell'immagine nella mente. Voglio scomparire. Sta soffrendo per colpa mia.
Se solo scomparissi..
In quel momento, le caldissime, bollenti braccia di Dash avvolgono le mie spalle, stringendomi. Sgrano gli occhi sorpresa, mentre lei mi accarezza i capelli rosa sulla nuca. I suoi ciuffi arcobaleno mi solleticano il viso, e una calda onda si diffonde sulla mia pelle, facendomi sentire così protetta.
-Non ci pensare. Non farti trascinare giù. Aggrappati a me- sussurra al mio orecchio, mentre sento il suo cuore battere tranquillo, vicino al mio.
-Come l'hai capito?- domando io, sorpresa.
-Non lo so.. Ho solo sentito che ti stavi spegnendo di nuovo.- Risponde lei. La stringo forte a me, respirando pesantemente per non piangere di nuovo.
Dashie.. Puoi davvero salvarmi.

-Pinkie!-
Mi affaccio alla finestra, ridendo. Dash fa un volteggio nell'aria, e si avvicina al mio balcone con un battito delle sue ali azzurre.
-Che facciamo oggi? Ti va di fare qualche scherzo? Mi è appena arrivato un nuovo barattolo col serpente a molla!-
Mi allunga un barattolo con l'etichetta "Fruit Candies", lo apro e un serpente di gomma verde salta fuori, cadendo per terra. Scoppio a ridere, mentre Gummy, al mio fianco, ne approfitta per mordicchiare un po' quel giocattolo.
-È super-duper-fantastico! Salta così bene che pare vero! Oh-oh! So con chi possiamo usarlo! Con Cherilee! Lei adooora le caramelle, non resisterà alla tentazione di aprirlo!-
Dash annuisce e sorride, guardandomi con i suoi occhi rosa e avvicinandosi a me.
-È fantastico che tu sia tornata la Pinkie di sempre.-
Ridacchio e faccio per rispondere ma Dash, rapidissima, mi schiocca un bacio sulla guancia che mi lascia di sasso.
-Ti aspetto giù!- Fa, prendendo il suo barattolo e volando via. Io cado seduta per terra, e guardo Gummy, che sbatte le palpebre e sgambetta via. Sorrido.
-Già, ed è grazie a te, Dashie.-
Mi accarezzo la guancia ed entro nella mia camera, guardando il calendario.
Tre mesi fa, ho tirato una testata contro il muro.
Due mesi fa, finivo in ospedale per la quarta volta.
Un mese fa, sono stata ricoverata per una frattura scomposta che mi ha lasciata leggermente zoppa.
Due giorni prima di quel ricovero, avevo segnato una data sul calendario. Avevo pianificato l'evento più importante della mia vita.
Su quel calendario, a tre settimane fa, avevo segnato il giorno in cui sarei volata giù dalla finestra.
Prendo con la bocca una gomma dal cassetto del comodino e cancello quel segno sul calendario, ributtando poi la gomma nel cassetto e trotto verso la porta, lasciandomi il calendario alle spalle.
Tanto, anche se volassi giù dalla finestra ci sarebbe Dashie lì a prendermi, con le sue meravigliose braccia azzurre.
Dashie, il rumore più bello che potesse riempire il mio silenzio.

Fin

*Stuntmare = stuntman.. un gioco di parole migliore proprio non mi è venuto XD

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